santangelofasa

Sant’Angelo a Fasanella si trova a circa 525 m s.l.m., il centro urbano è posto, in parte, sulla fascia pedemontana mentre il rimanente centro urbano poggia direttamente su un lembo di piastrone calcareo del massiccio dei Monti Alburni. Fra i paesi compresi tra la valle del Fasanella e il lato sud occidentale del massiccio calcareo, occupa una posizione centrale. 
Il territorio, che copre un dislivello di oltre 1000 mt (dai 220 mt del fiume Fasanella agli oltre 1300 mt di Serra Ripiti) e la favorevole esposizione a sud ovest, fanno di tutta l’area una delle più interessanti dal punto di vista naturalistico giacchè, in una fascia di pochi km quadrati si può passare da specie botaniche prettamente terrofile alla macchia mediterranea, ai boschi misti mesofili, ai boschi puri dominanti con quello che viene considerato il “re” delle foreste: il Faggio.
In alcune zone del fiume Fasanella si riscontrano tracce della schiva e quasi estinta Lontra, mentre, tra le buie foreste montane e le straordinarie forre carsiche frutto dell’erosione delle rocce carbonatiche, si nasconde il Lupo Appenninico.
Le origini storiche di Sant’Angelo a Fasanella raccontano che il borgo originario sorgeva a valle dell’attuale centro abitato, alla confluenza del fiume omonimo e del torrente Cellino. Fu fondata da coloni greci provenienti dalla Colchide, antica regione attraversata dal fiume Phasis alla cui foce sorgeva la città omonima. Essi perciò diedero lo stesso nome e lo stesso simbolo della loro città d’origine, un fagiano, a questo nuovo insediamento.
Nei secoli successivi Fasanella divenne una importante contea longobarda che rivestì una enorme importanza economica ed amministrativa per tutta la zona. Nel 1246, però, in seguito alla congiura ordita contro Federico II dal barone Pandolfo Fasanella, vicario dell’imperatore in Toscana, tutta la zona fu messa a ferro e a fuoco e l’antica Fasanella fu distrutta.
I superstiti fondarono quindi l’odierno centro che sorge a poca distanza da quello antico e che conserva tutte le caratteristiche delle sue origini medievali, con l’antico castello, le chiese, la grotta di San Michele Arcangelo, antichi palazzi, portali e altri monumenti.

Cosa vedere a Felitto

L’Antece, il Dio guerriero degli Alburni
Scolpito su un monolite di petra calcarea, sulla cima di Costa Palomba tra i maestosi Monti Alburni, una figura maschile raffigurante un guerriero identificabile come la divinità venerata dagli antichi popoli che abitavano le montagne e la valle del Fasanella, rende unico questo luogo.

La Grotta di San Michele Arcangelo
Simbolo della religiosità cristiana dei Monti Alburni la grotta dedicata al culto micaelico rappresenta il felice connubio tra natura ed arte. La Grotta di San Michele Arcangelo è situata ai piedi di una parete rocciosa alla periferia del centro abitato. L’ingresso della Chiesa rupestre adorno di un portale marmoreo quattrocentesco, con capitelli ornati da una rosetta a rilievo, poggia su due scalini e alla base presenta due leoni, di stile neo-romanico, a sinistra il leone che reca tra le zampe un agnello, a destra la leonessa accasciata su di una figura femminile. Entrando, sulla destra, troviamo un pozzo a base quadrata, ornato da mattonelline di ceramica napoletana datate 1614. Nei due grandi vani a cupola naturale si possono ammirare sculture rappresentanti la Madonna della fine del XIII secolo, affreschi sacri prevalentemente databili al XVI secolo e, sull’altare centrale, la seicentesca statua marmorea di San Michele.

La Cattedrale di Santa Maria Maggiore
Nel cuore del centro storico si può ammirare la chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore il cui impianto originario risale al XIV secolo. Due leoni in pietra fiancheggiano l’ingresso costituito da un portale marmoreo ed un portone ligneo, all’interno tre navate riccamente decorate ed affrescate. La datazione è incerta ed oscilla tra il IV e il II secolo a.C.

La sorgente dell’Auso
Il ponte di età altomedievale (V-VI d.C.), con la caratteristica forma a schiena d’asino, contribuisce a valorizzare le bellezze naturali presso le cascate dell’Auso. Alla fine dell’Ottocento lungo il fiume la realizzazione di un sistema di mulini attribuisce all’area una funzione industriale.  

Sant’Angelo a Fasanella


Dove mangiare a Sant’Angelo a Fasanella

Rifugio Panormo – Campo Farina – Tel. 0828 966305 – 339 7924647

Dove dormire a Felitto

Il Convento Residence – Via S. Francesco 26 – Tel. 334 1149370www.ilconventoresidence.it

Aziende

Tenute del Fasanella – C.so Apollo XI 44 – Tel. 0828 961285 – www.tenutedelfasanella.it
Pastificio Fasanella – Via Starza 1 – Tel. 333 4600470 – 0828 1655090