miele

Le api e la loro importanza nella salvaguardia della biodiversità e come indicatore della salubrità delle nostre colture. Un mondo affascinante quello dell’apicoltura che, inspiegabilmente, non suscita l’interesse dovuto rimanendo quasi un mondo a sé nel panorama delle attività rilevanti dell’essere umano. Conoscere i meccanismi che regolano la vita all’interno dell’alveare è qualcosa di meraviglioso e, una volta venuti a contatto con questo mondo, non si riesce più ad uscirne.
Grazie alla composizione orografica e al clima particolarmente favorevole per gran parte dell’anno in Cilento abbiamo una buona varietà di mieli nel corso di tutta la stagione delle fioriture. Le prime fioriture sono quelle dell’erica, una pianta tipica della macchia mediterranea la cui fioritura coincide con la fine dei freddi invernali (fine febbraio – inizio di marzo) e vanno avanti sino a concludere la stagione apistica con la fioritura del corbezzolo (in verità una risorsa ancora abbastanza marginale). Il miele cilentano presenta caratteristiche diverse da altre zone aventi lo stesso clima: la duratura mitezza dei territori e, soprattutto, la mancanza quasi totale di fonti di inquinamento consente la produzione di una qualità superiore che va dal millefiori al castagno, erica, arancio, corbezzolo, sulla e acacia ripartita su quattro o cinque smielature a partire dal mese di aprile fino a ottobre.
Il genere Erica è vastissimo, si estende dall’Europa Atlantica e mediterranea ai monti tropicali africani, fino all’Africa meridionale dove assume il massimo sviluppo. La più diffusa in Cilento è la specie arborea con arbusti di 2-3 metri, fiori bianchi, presente soprattutto in ambienti umidi, fiori bianchi. La produzione di mieli monofloreali d’erica non è molto agevole dato l’anticipato periodo di fioritura anche se bisogna dire che non si hanno fioriture concomitanti e i fiori d’erica sono assiduamente visitati dalle api e, per questo, avendo condizioni climatiche favorevoli si riesce a raggiungere un buon livello di produzione.
L’acacia è considerata dai botanici una pianta invadente grazie alla sua crescita rapida e alla grande capacità di adattamento, infatti, l’acacia cresce spontaneamente in terreni molto diversi. Per gli apicoltori è un albero importantissimo in quanto dai suoi fiori si ricava un miele abbondante e pregiato. La fioritura delle acacie, infatti, è rigogliosa e colpisce i sensi: l’occhio di lascia affascinare dal manto bianco che ricopre i rami come una nevicata e l’olfatto è stordito dall’intenso profumo dei fiori.
La sulla invece è una specie poliennale, originaria e diffusa nell’area mediterranea. E’ diffusa principalmente nel Sud Italia. Predilige terreni calcareo-argillosi ma profondi. Non sopporta ristagni ma piuttosto la siccità. Fiorisce a maggio-giugno.
Malgrado l’eucalipto sia un albero di origine australiana, si è certamente ambientato nella macchia mediterranea, e in particolare lungo le coste, grazie alla sua resistenza alla salsedine e al vento. Nell’Ottocento gli eucalipti vennero piantati in diverse zone costiere perché si pensava che la presenza di quest’albero (e in particolare dell’essenza contenuta nelle sue foglie, l’eucaliptolo) potesse contrastare le zanzare e quindi essere un’efficace prevenzione contro la malaria. Una ben più efficace azione la svolgono come frangivento, proteggendo l’interno dai forti venti che dal mare spazzano le coste.
I boschi di castagno sono fra i più “addomesticati” dall’uomo: pensati per la raccolta dei frutti, sono tenuti puliti, sgombri da foglie e piantati su terreni accessibili. In primavera, lontano dalla stagione di raccolta, sono freschi e incredibilmente vasti, con alberi distanziati, dai tronchi possenti e dall’aspetto ben saldo. Il castagno è un albero che può raggiungere età considerevoli e dimensioni maestose. In Cilento il castagno rappresenta la regione lontana dal mare e meglio conservata, più selvaggia e ricca di risorse. Qui i boschi sono estesi e lontani dall’inquinamento delle strade e, in estate, popolati da sciami di api intente a raccogliere nettare.
Il corbezzolo appartiene alla famiglia delle Ericacee, un alberello sempreverde caratteristico della macchia mediterranea dove si trova assieme al lentisco, all’erica arborea, al mirto e al leccio. Pianta a crescita lenta, presente generalmente allo stato di arbusto ma può arrivare anche a 10-12 metri. I frutti, non troppo saporiti, vengono sfruttati principalmente per la preparazione di marmellate.

Il miele